Skip to content

Io che cerco di non morire

12 febbraio 2017

Ci sono io che cerco una stanza a Milano. Trovo che della cosa meriti di essere tenuto traccia perché STO MORENDO. Se non muoio entro la fine di questo mese, poi dormo per tutta la vita, parola.

Finora ne ho viste 8. Annunci e visite stanze devo farle dopo le 18.30, quando esco da lavoro. Quindi salto le cene, salto il dormire, salto tutto. Ma tutto eh. Non me ne è andata bene quasi nessuna, alché ora mi chiedo, ma sarò io che me la meno, che non ho voglia di scegliere, che voglio troppo? Comincio però ovviamente ad essermi fatto un’idea della geografia di Milano, sono stato in posti dove manco sarei dovuto andare, ho visto gente. Dicevo venerdì a un padrone di casa che, se non si dovesse lavorare nel frattempo, tutto questo bailamme sarebbe fin divertente. Oh, diciamo che parliamo di stanze singole a Milano, il posto probabilmente coi prezzi più gonfiati d’Italia insieme a Roma (e Venezia, ma è un altro tipo di città). Per cui in termini assoluti il fatto che toccherà spendere verosimilmente tra i 600 e i 650 al mese per una stanza è PAZZESCO O_O anche perché io ho lavorato per mesi a 400 euro al mese. In termini relativi eh, oh, sticazzi. Non ho ancora capito quali saranno i flussi su cui potrò contare, ma ho deciso di battermene il cazzo e proseguire come se nulla fosse. Alla peggio mi farò fuori quasi tutto lo stipendio così, ma sono talmente traboccante di pendolarismo che nonmenefregagnente, e non scordiamo che dormirò tutta la vita. Altro desiderio ora non ho.

Oh, ah, complimentati perché oggi il marocchino è riuscito a spaccare la chiave nella serratura – è più Paperoga di me, costui. NON è riuscito a tirarla fuori, sono riuscito poi io con una vecchia molla trovata in fondo a uno scatolone, con cui lui NON è riuscito. Insomma, a me le persone con meno senso pratico del mio impressionano un po’.

Bene. E ora te li, me li, racconto tutti. Perché sto morendo, ma mi sto proprio divertendo – fino a che non mi taglieranno la gola.

Uscita 1: viale Nazario Sauro

Viale Nazario Sauro sta sopra a dove lavoro (pensa per mappe), si attraversa a piedi tutta la zona Isola, che è il regno dell’ovatta e del silenzio. Poi si arriva in sto viale O_O il panico e la paura del traffico, pooootpoooot, la tenda dello smog. Vabbè, entro, cortile, casa di ringhiera. Dentro c’è un tipo che mi accoglie sgranocchiando un finocchio, la cosa più triste della terra (io pure sgranocchio spesso finocchi). È la mia cena, mi dice, non ce la faccio più. Nota: chi affitta casa riceve circa centinaia di richieste, e impazzisce, ne ho visti un sacco veramente vicini a farla finita. Stanza, e casa, e lui, il coinquilino, tranquilli, senza infamia e senza lode. Questo vuol stare sempre in cucina perché lui lavora da casa e in camera sua non c’è scrivania. Prima m’ero fatto un giro nella via sotto, c’è un mobilificio e ben 3 (wtf?) posti di traduzioni dall’arabo. Nient’altro, manco un kebabbaro. La tristezza.

Il giorno dopo: no grazie, sei stato mitico, buona fortuna!

Uscita 2: via del Verme

Questa è in Isola, ancora più vicino all’ufficio, quindi la zona dell’ovatta, ma è chiaramente di una società di intermediazione. Che non sono le agenzie, ma un’altra roba che si è buttata nel business assurdo che c’è sugli alloggi a Milano. In pratica propongono centinaia di stanze tutte identiche, appena pittate, coi mobili ikea e dove cambiano solo i colori del variopinto piumino. Ti fanno un flattone a 600-650 euro tutto compreso. Il tipo che esce deve trovare il prossimo che entra, e ha un profilo losco, vuoto. Chiedo a una mia amica di venire con me perché ho paura che mi uccidano. In realtà arriva la tipa del tipo losco, che è tranzollissima, ci porta dentro sta casa, corridoio e poi stanza stanza stanza stanza, di gente che non si conosce, e può arrivare chiunque. Una specie di albergo, ma che chiede una caparra di 3 mensilità (scusa se è poco, un capitale) che da internet dicono alcuni poi non si sa ben se ritorni. Comunque io, e non so se riuscirò, voglio essere scelto, e sti posti dove il primo che accetta entra anche no – oh, se proprio fossi alla frutta, con queste società una stanza si trova subito; basta uscire quei 1800 euro sull’unghia.

Il giorno dopo: no grazie, sei stato mitico, buona fortuna!

Uscita 3: Corso Garibaldi

Questo era pazzesco, al centro del mondo. Come stare in Via Roma a Torino. 15 min dall’ufficio, in casa un tipo napoletano tutto impettito e col gilet e la cravatta mi mostra una stanza ABNORMEMENTE grossa, a 610 euro. Impossibile dirgli di no. La mia amica, e io pure, tutto il tempo con gli occhi O_O Un ex soggiorno talmente grande che i mobili dalle foto credevo non ci fossero, ma c’erano e non si vedevano. Ci si potevano tenere dei corsi di yoga. Zero caparra, 45 giorni di disdetta. Uao. Poi altri soldi per la donna delle pulizie e taaaac. Gli ho detto di mettermi tra gli interessati, non l’ho mai più sentito. Peccato perché era splendida, per fortuna perché eran troppi soldi e lui era gentilissimo ma non so come ma mi stava sul cazzo :/

…purtroppo, continua. Non so per quanto O_O almeno altri 5 già visitate (e rimbalzate) le ho.

Da ora non tocco più terra fino a venerdì sera. Di appuntamenti nei prossimi giorni ne ho già boh, 5 o 6. La direzione sembra molto l’autodistruzione.

Whiplash

Macciao, mi diceva lo schermo appena buio di un cinema dove non entravo da un po’. Perché non c’è niente al cinema, e meno male retrospettivavano il mio più clamoroso buco di 2 barra 3 anni fa?
Andrew suda, ehm, studia, batteria in una scuola per jazzisti di un’anonima NY, cinema e pizza. Viene fatto salire di livello da un prof, Fletcher, una lucertola bombata di steroidi e vestita con magliette nere attillate da bodyguard di localacci (no ma elegante eh. Classy), il quale riesce a fare battute sessite prima di aprir bocca 3 volte. Tra l’altro. Perché non ci sono musiciste jazz donne in questo film? Ma è davvero così? Bisogna infilare il pene in un buco nel muro che in realtà è una serratura che apre il portone del meraviglioso mondo del jazz, per essere musicisti jazz? Per entrare in un mondo di band e musicisti dove la pietà è bandita, tutti si vogliono fare le scarpe e vieni sostituito appena ti si incrina un’unghia e se sbagli sparati e se non sbagli sparati lo stesso che è utile. Vabbè, basta, il film è qui, un susseguirsi di sdrummate, Fletchy che insulta tutti e provoca e sobilla e mette contro la gente per farli andare oltre il limite, ripetendo a pappagallo che Charlie Parker non sarebbe diventato Bird se Jo Jones non avesse cercato di decapitarlo tirandogli i piatti in testa. Quindi tutto diventa una prova fisica, non è solo musica ma tempo e sudore e sangue, che Andrew spande e spalma sulla batteria, ripreso da vicinovicino che hai paura ti schizzi. Rinunciando a una che di smollarla sarebbe stata lieta, sfanculando parte della famiglia, perché lui preferisce crepare presto ma esser ricordato. Che picio. E poi di nuovo, ulteriore spasmo finale identico a tutti i twist precedenti, e non dirmi che un cazzo di incidente in macchina quando vai a 100 all’ora in città è un colpo di scena. Un panda rosa che entra nell’inquadratura con una capriola e urlando WHOOOOOOOPI GOLDBERG è un colpo di scena. Anche di scema, mi sa. Comunque l’incidente è quel che ti meriti, asino. Quel che è interessante è il jazz, che portacelo al cinema e alle insipienti masse se riesci (mi includo), e poi la commistione di tanti generi americani, molto anni ‘80 a dire il vero, piuttosto virtuosamente declinati al servizio del genere musicale. I film di Stallone, oltre il limite è Over the top, un palese istruttore Hartman di Full Metal Jacket. I concorsi, i giovani che lottano e vengono sconfitti e risorgono, la guerra fra titani protagonista/antagonista, ma alla fine i giovani vincono, perché loro hanno talento e forza di volontà, ohssì, e qui anche se non esplicitamente a suo modo ce la si fa.
Ce la siamo sudata.

Truman

C’è sto tizio spagnolo e calvo, Tomas, che parte dal Canadà e va a Madrid. A trovare Julian, suo amico di sempre, che vive solo con il cane Truman. No non la so la razza, maniaci. L’è’n can. O muore, piuttosto, perché ha un cancro – sempre ai film allegri finisco, giuro prossima volta mi guardo il panda – al cervello, glom, e insomma basta, ha combattuto tanto e non ne ha più voglia. Useless. Sta ancora quasi apparentemente bene, e con Julian si accingono a fare cose, risolvere situazioni. Prima di tutto che fare di Truman? Si tratta di uno di famiglia, affidarlo a una coppia di lesbochic con figli adottati? E la bara, e l’accompagnamento funerale per il musicale? Insieme proseguono, tappa dopo tappa, i giorni pieni di riflessioni e pensiero e momenti buffi, che scaturiscono da un vivo che si occupa della sua morte come ci si occuperebbe di un trasloco. Sì ok. Vanno ad Amsterdam dal figlio viziato, che studia lì e vive su una barca (“da giovani, si dorme-scopa-fuma e si ascolta musica tutto il giorno”, dice. Ah ma cazzo davvero? O_O). Nico (le fils) sta lì con una franco-cozza (francozza?) pazzesca, che sei ad Amsterdam perdiana e… bom. In generale il tocco è lieve, non c’è pietismo ma piuttosto il dolore della perdita che ognuno deve elaborare in anticipo, e conviverci; Julian è un fuckin guitto con gli occhi magnetici e la battuta iperbella e iperpronta sempre, che incarna la vita (e la morte) di ognuno come può. Tomas il contraltare, più riflessivo, e l’amicizia tra i due è una storia bella reciproco di riconoscimento, a fondo, e accettazione, di difetti e scelte dell’altro. Se vuoi morire, e me lo dici così, ok, muori. Quel che siamo stati e quel che siamo vale. E te lo tengo io sto cazzo di cane!

Annunci

From → Uncategorized

2 commenti
  1. Chi trova casa trova un tesoro. O lo sborsa. In bocca al lupo, ti capisco.

  2. Caspita, era un po’ che per motivi di mancanza fisicissima di tempo anche solo vagamente libero non leggevo più altri blog. Ora ti rileggo e ti scopro in trasferta per Milano 🙂 E non sei nemmeno venuto e prendere un caffé! (o forse sì? Mah, chissà?). Un salto fallo prima di partire, poi magari non ti fai riconoscere ma mi scrivi da qualche parte che la torta era buona (o magari no)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: