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Epof

8 marzo 2016

Mi sentivo molto Paperino, ma vorrei ribaldare per dare un senso. Visto che non trovavasi nessuno per sciare, decisi di andare da solo. Immediatamente mi sono stati proposti due giorni per andare a sciare, che sembra un po’ una presa per il culo ma boh. Quindi, tra fare e dire, ho deciso ma avevo paura. Ed era davvero ridicolo, capisco aver paura di andare a ballare, ci sono gli altri, GLI ALTRI O_O THEM, relazioni, persone, ma andare a sciare da soli. E invece no, paura. Dopo due giorni a rotolarmi nella preoccupazione, riesco a scavalcarla e prendo il treno per Bardo. Ché io sarei abituato, molto bene, ad andare a sciare in Valle d’Aosta, ma non ho la macchina e non c’è mai il cazzo di nessuno che mi ci possa/voglia portare. No vabbè, conosco 8 persone, e solo 2 di loro sanno sciare. E non potevano. Quindi prendo il treno per Bardo, mi hanno detto che quelli di Torino vanno a sciare a Bardo, io di Torino non sono ma ho la stazione a 5 minuti e CAZZOSTOTRENOETROPPOCOMODO saperlo prima. Quindi vado a Bardo, su un treno vuoto di un martedì, con gli scarponi dentro a un sacco dell’Ikea. I momenti Paperino in realtà son stati due:

-io al bar (vuoto, ahimè) che mi siedo per mangiare un panino con la cotoletta e una birra. Ma torno indietro, perché nel mio panino con la cotoletta, wtf, non c’era la cotoletta. Bon, scivolo morendo sul pavimento. Tra l’altro i miei scarponi quando cammino cigolano, non penso sia normale. Forse… forse… forse sono vecchi, me li aveva dati 15 anni fa un amico dei miei dicendo che per lui erano vecchi O_O ma boh, la tecnologia degli scarponi è andata avanti?

Oh ma ti sei fatto male? No no, tranquilli, a posto, dico raccogliendo la cotoletta volata via – e meno male che con la birra ero stato in piedi. Giusto un livido, ma solo perché la gente non è fatta per cascare per terra. Oh. Reggiti. La cotoletta. L’ho mangiata.

-a Bardo gli impianti non sono male, le piste son belle

ma hanno un sacco di skilift, e io sono uno snobdimmerda in effetti e sono abituato meglio,non che c’entri ma casco in uno di questi skil. Casco e finisco in un sottobosco di fuoripista per cercare il dentropista, e c’è un metro e mezzo di neve e pof. Una volta, pof. Due volte, pof, ormai sto assumendo qualsiasi configurapof, questa volta ho proprio perso uno sci, sotto chili di neve. Il pof migliore, hai presente quei film di Babbo Natale, vabbè sticazzi, anche se non c’é Babbo Natale la neve, e tirano una palla di neve alla macchina da presa. Presente? L’ho fatto al rallenti, ero poffato con gli sci a monte, che è la peggio cosa ma non è che avessi proprio pieno il controllo della situazione, e ho mosso una gamba. A quel punto, nell’inquadratura della maschera da sci, ho visto un mio sci alzarsi e lanciarmi una palla di neve in faccia. Proprio: mossa, clac, attimo di WTF! Splash.

C’è Putin-che-cavalca-un-Ritz.

Insomma Bardo pas mal, d’ora in poi quando non trovo nessuno d’inverno piuttosto che deprimermi da solo vado a deprimermi là.

Ah, il panino era degoulasse (aka faceva schifo, ma non per il volo) e ho pagato 20EURO per affittare un giorno gli sci. YOUKIDDINGME? Perché non mi viene da dire YOUKIDDINGME? Lì sul momento? Credo si sia verificata l’intersezione tra questi tre fatti: costava tanto perché noleggiati alle piste, mi hanno truffato, costava tanto perché mi ha dato degli sci fighi.

Oh, sciare da soli non è male, ma se si può sciare con altri è meglio. É un po’ come coi porno. No ok. Tra l’altro, se c’è l’altro, io ho meno paura. O ce l’ho uguale, ma mi distraggo. Do una grande importanza all’altro, non sembra, non glielo dico. Gliene do talmente che di solito lo ignoro u_u e pof.

Film casualmente con la neve. No davvero! È un caso!

Everest

Una spedizione guidata da un neozelandese, Rob Hall, interpretato da quel tizio a Personalità Zero che faceva l’eroe in quel film dove il protagonista non era l’eroe ma delle scimmie, si appresta, nel 1996, a scalare l’Everest. Ne fanno parte Personalità Zero, lo Scrittore (Krakauer, quello che ha scritto anche il libro Into the wild da cui Sean Penn), Crisi → tizio spaccaballe che fugge dal focolaio domestico per crisi coniugale, Tisi → tizio sfigato che comincia a tossire già a 4000 m, Jap → tizia giapponese che ride sempre come… beh come i jap che ridono sempre, altri useless che non ricordo. Si accordano con un’altra spedizione, guidata da Scott Fischer, guida alpina e alcolista da 8000 m, un Jake Gyllenbruhabruha che somiglia una cifra qui a uno che conosco.
Davanti hanno la montagna, che sembra un Dio da raggiungere e di cui il vento e la neve soffiata sulle creste lasciano percepire il respiro. Un periodo, quello, in cui non c’erano regole, per 70000$ saliva un po’ chi cazzo voleva, nani, ballerine e marroni ramarri, e i vari campi base che costellano l’ascesi e l’ascesa sono zeppi di gente. Perché si tratta di una salita esistenziale, ma commercializzata e customizzata a puntino. Ognuno ha i suoi motivi, la sua sfida con se stesso. Rob, oltre a essere un agnello, l’è propi’n’brav fanciò, e aiuta tutti in continuazione. Pure troppo, e infatti in una decina moriranno per un suo errore di valutazione, fatto per aiutare Tisi a raggiungere il sogno=vetta.
Con la montagna non si scherza, e non si rischia. Una volta sono stato su una montagna molto alta, e non ci fosse stata la corda sarei morto twice. E non so, non so più, cosa spinga le persone a rischiare così tutto, così in una volta sola, per arrivare sopra e vedere che tutto l’hai rischiato ma ormai è sotto. Non penso lo rifarei. Loro lo fanno, vanno ostinati e alla fine perdono. Mentre da un lato il sublime della montagna efficacemente è ricreato, dall’altro le storie dei personaggi, degli omini che le si abbarbicano sopra, sono sciape e indefinite. Per dire, spiace ma mica troppo, che schiattino, sembravano quasi tutti un po’ scemi. And seriously, più si è in alto meno si può rischiare. Menzione speciale per la khazakhissima aiuto-guida Anatoli, che sale per primo e SENZA OSSIGENO O_O perché lui è figo, riscende, e quando arriva la tempesta risale pure per aiutare gli altri, ne salva tre, riscende, e se non l’avessero fermato quello era ancora lì che saliscendeva. Infatti, è talmente figo che è morto sull’Annapurna l’anno successivo. Perché il bello è che più vai su più la montagna respira e vedi tutto intorno/sotto, ma puoi rimanerci anche se non rischi. Il corpo di Anatoli, e di un sacco di altri, non è mai stato trovato.

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One Comment
  1. Io un po’ me ne vergogno ma non so sciare, a parte sci di fondo (che non so se vale, e poi quando ho “imparato” andavo alle medie e forse non ne sono più capace). Due anni fa il mio ragazzo mi ha convinto ad andare via con i suoi amici “dai, ti insegno ad andare sullo snowboard, è facile”. Se ci penso ho ancora i brividi.

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