Skip to content

Sboing

24 marzo 2014

NOn so perché non ci siano gli spazi in questo post. E non intendo curarmene. Ho delle lamentele da fare, io.

Vorrei poterti dire che tutte le squinzie mi rimbalzano sempre. In realtà mi hanno appena tolto l’appiglio il principale per sostenere poterlo. E comunque sì, sento che mi rimbalzano. Che poi. Che poi non vivo e non respiro, e non conoscerò mai nel mondo una persona nuova, e allora ho solo quelle vecchie, ma quelle vecchie sono rapporti consumati-litigati-sfibrati, e mai e mai vorrei rimetterli in discussione. Stiam parlando, tipo, di due eh. Non di diciottomillanta.

E allora non so, che si aspettino, voglio solo che mi racconti la tua vita intorno a un paiolo di birra, o credono che io ci provi o ci riprovi finalmente, o che soffra impunemente le del perduto amore pene; ma io non ne ho intenzione la minima, di provarci. Che poi che poi. Che poi sono TERRORIZZATO al pensiero di provarci mai con una ragazza nuova, a conoscerla, a conoscermi, dico. Mi sale un conato di inadeguatezze come un’onda, tutto il non andare bene sento dentro fa ciac ciac, non sei questo e non sei quello, eccheduecoglioni. No non ti scopo. Ma perché? Perché non so. Non sono. Non boh. Spiegarmi, nom d’un chien, non ci riesco, è inutile, non ce la farai, tu non io, a risalirmi, tanto non aiuto. Ed è triste ed è solo ed è sereno e canticchio però mbah.

E quindi mi rimbalzano, e dicono sìsì, più in là. E a me sticazzi, tanto per quel che me ne frega, è solo che non saprei chi altri cercare per non annoiarmi. E ho voglia di cambiare e non so cosa. E poi non è vero, che cazzo sto dicendo, muoio dalla voglia di potermi sacrosantemente annoiare, ho settimane con le serate tutte prenotate senza nemmeno accorgermi come succeda, e conta che alle 23.30 dovunque io sia ormai tendo a fare zzzzz, e faccio proprio un figurone. A quel punto mi cadono dei cactus in testa (storia vera), la gente balla e scrivo memorie del disagio.

Non sono un utilizzatore di bestemmie (senza motivo, tra l’altro, dovrei esserlo). Ma questo video ci ha fatto una serata. E procurato sguardi di riprovazione da vecchiotti di una villetta davanti a cui parcheggiavamo abusivamente.

Legoman è partito. La settimana interminabile di baccanali si è conclusa con un concerto dei Perturbazione, a cui Superlavoratore aveva scritto chiedendo di dedicare una canzone a Legoman che se ne andava. E insomma, diamine, è una delle cose più tenere che io abbia mai visto, nella sua piccola grandezza e viceversa. E poi saluti saluti saluti. Non gli ho parlato da solo, da due settimane. Volevo dirgli, ma glielo dirò, che dopo che si è partiti il difficile non è trovare un modo per spendere dei soldi, trovare una casa e un corso di inglese. Ma trovare un modo per farseli dare. Non c’è motivo per cui debba succedere, ma ho solo paura che finisca come me. Gli devo dire che se sprofonda deve chiedere aiuto prima di sprofondare un altro po’. A me, a lui, a lei, a chi cazzo vuole, ma chiedere. Perché se ci si abitua poi ci si lascia andare e diventa normale.

E… basta. Mi stanno terribilmente sul cazzo quelli che usano i puntini.

Il capitale umano

Abbastanza strano pensare a Virzì che fa un film su Varese, anche se idealmente si tratta di un paese whatever della Brianza, ma è una Varese dove ero appena stato prima di vedere il film e di cui riconoscevo le vie. Però ca**o, possibile che ci vado e non riesco mai a vedere il lago? Ricostruzione di delitto attraverso molteplici punti di vista, che dividono la storia in capitoli, non per forza con ordine lineare ma procedendo per accumulo di dati. C’è Bentivoglio, marito della Golino, che fa il borghesotto che vuol fare il botto, usando la figlia che si scopa il figlio di un uomo d’affari chiaramente badass per avvicinarlo e fare soldi facili. Rispettive famiglie, di tutti. C’è la solita abilità di Virzì nel dare vita a personaggi da stereotipi, la macchietta di leghista col Va pensiero sul cellulare è fantastica, mentre l’incastro è fin troppo elaborato ma tiene, e io la Bruni Tedeschi in generale la sopporto ma non troppo. Il fondo invece è triste e pessimisconsolato, una società in cui tutto è denaro o stupidità. Tutti o quasi hanno e danno motivi per essere giudicati esecrabili, forse giusto il personaggio della Golino non li ha, e allora non si capisce bene il motivo per cui debba stare con quell’ominide disgustorama di Bentivoglio, personaggio intenzionalmente meschino e piccolo e costruito per provocare ripulsa. La speranza sono i giovani e i loro amori, non granché come soluzione, e quello alla fine manco muore, e i ricchi sono ancora ricchi e prendono aperitivi all’aria aperta con musica bella. Solco del cinema anti-finanziario, non ce l’hanno mica solo gli altri. Finanza Sucks!

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: