Vai al contenuto

Rivolgomi in alto

18 dicembre 2013

Ho scritto ai capi per chiedere se lavorerò ancora.

Non è che sai dirmi qualcosa sul contratto in scadenza?

Risposta: ti chiamerà l’amministrazione.

Uhm, già, ma rispondere? Mi telefona l’ammistrazione:

Scendi che ti dobbiamo parlare.

Oh, ma uno che riesca a dirmi sì/no non esiste più?

L’amministrazione la si odia tutti, perché loro, anzi, LORO!, sono la personificazione dell’entità eterea ed altezzosa che ci paga poco, in sostanza. Un bersaglio concreto da insultare.

 

Mentre poi son delle tipe normalissime, dall’aria sciapa e un po’ noiosa, ho già detto che dove mi trovo è l’insieme di uffici con meno gnocca della storia? Ma su tante persone eh, nell’ordine delle decine. Beh, c’è una con delle gambe accettabili, e un’altra carina ma del tutto priva di gambe. Insieme fanno una gnocca quasi intera :/ uau.

E quindi Sciapa mi dice che è loro intenzione propormi un rinnovo, uguale a quello di ora ma per 6 mesi.

Nella teoria si accorda col mio piano, che era circa così:

trovare stabilità finanziaria (flussi in entrata) garantita per almeno 6 mesi → cercare una stanza in affitto → cercare altro se paga e/o orari non mi piacevano troppo.

Nella pratica, appunto, ne sono stato molto deluso, e metticeli 150 euro in più no? Per te non sono un cazzo, per me 150 euro cambiano il mondo da così a così.

Ho fatto sette conti, con 850 al mese ci posso pagare l’affitto, la psi, il resto, e non mi rimane un cazzo, continuando pure a vivere a scartamento ridotto. Quindi potrebbe essere che per i prossimi 6 mesi io viva in pari, e non mi piace, a me piace accumulare moneta su moneta e fare una torre altissima di monete che non cade mai, alta come la pianta del fagiolo magico. Capito no? E invece no.

Però il piano si sta svolgendo.

Mi sento uno dei diabolici nel Pendolo di Foucault. Piano piano. Pezzo pezzo.

 

E fai come se mi fossi lamentato; quando ho il raffreddore mi lamento. No, you kidding me, più del solito dico.

 

Superlavoratore e Legoman hanno pensato bene di acquistare una lampadina nuova per la cucina. L’hanno presa al banchetto dei cinesi. Trascrivo anche qui quel che riportava la confezione:

 

3 ANNI DI DURATA LAMPADINA

LAMPADINA ELETRICA
LA POTENZA DI QUESTO LAMPADINA NN DEVE SUPERARE LA TESIONE DELLA VOSTRA LAMPADA.
QUESTO LAMPADINA SONO CONFORMI ALLA DIRETTIVA EN 60968
TOGLIERE LA TESIONE ELETRICA PRIMA DI OGNI VOSTRO INTERVENTO ELETRICO INCLUSO IL CAMBIO DI LAMPADINA

RISPAMIO 80%

MANDE PRC

 

Ma loro non ce la fanno a fare i pezzenti, non bene come me. Infatti hanno preso questa lampadina, da 2.50, e fa una luce spaventosa da obitorio, o da garage da torture nei film horror. Sembra una di quelle luci fioche che nei film sono anche sempre accompagnate da un rumore di un vecchio generatore, tipo bzzzzzzzz, e uccide tutti i colori, mentre il serial killer fa a pezzi le sue vittime ancora vive con una sega; in cucina abbiamo la parete gialla che ora sembra verde, e così via. Non sanno fare i pezzenti, e infatti compreranno un’altra lampadina, di questa si vergognano troppo.

Bzzzzzzz.

 

Il sito del cane di B invece non è uno scherzo.

 

To Rome with love

No ma dico, ne avevo sentito parlare da tutti talmente male che credevo peggio. Credevo di morire! Invece c’è solo un incipit terrificante, con delle musiche spaventosamente da Vanzina o in alternativa da pizza-mandolino, e poco altro. Intreccio di varie storie, con dentro tutti, Benigni e il tipo di Facebook e Juno, e Alec Prezzemolo Baldwin. E cazzo, il tipo di boris! E Epifanio!
Impossibile non provare antipatia per i giovani americanozzi studentelli, che se la vivono in centro a Roma. Toh, c’è pure il direttore della fotografia di Boris.
Sparpagliatamente, a ogni personaggio maschile è assegnata d’ufficio qualcuna delle note sfaccettature di Woody, che si limita al ruolo del nevrastenico ma anziano e tranzollo.
C’è una venatura surreale, che se avesse funzionato sarebbe stata la qualità del film, non compiuta (inaboutie) ma che è a suo modo interessante: in tutte le vicende c’è qualcosa di tanto fuori dalla logica quanto accettato come normale dai personaggi. Questo crea uno scarto di senso che è anche abbastanza nì, cioè no ma quasi. Tipo Baldwin, che parte alla pari con gli altri e metamorfosa senza sforzo in una specie di Grillo parlante/coscienza CINICA e disillusa, onnipresente. O la non spiegazione di cosa faccia da motore all’episodio Benignesco.
Un film non venuto, anche se si volessero trascurare le banalità da Italia-vista-dall’Amerigano medio, probabilmente inestirpabili dal cervello del regista (tutti che continuano a dire che roma è unbelievable). Chiusa sulla morale dell’Allen degli ultimi anni,irrefrenabile voglia di fare il maestrino, tutti scopano con tutti perché va così, perché stuff happens.
Pezzi di genietto sparsi, a me ha fatto piegare dentro (praticamente un origami interno) questa frase:
“She knows names,
she knows buzzwords,
she knows certain
cultural phrases that imply
that she knows more
than she does…
The anxiety of influence,
the Bartok string quartets,
the perversion of the dialectic,
La Sagrada Familia…”
Voglio andare a dirla alle tizie in giro!

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: