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Spolvera la tv e poi lasciala lì

13 aprile 2013

Non ci siamo.

Pensavo mentre… vabbeh no. Vabbeh no perché tanto lo penso di continuo, si trova sempre un motivo per pensare che non ci siamo.

Per esempio questa settimana il nostro router (nostro, loro!) ha emesso il del cigno canto, ed è morto. Routers in tutù di tulle che zompettavano di qua e di là, Ciaicovskij che piangeva. Poi c’è stata questa scena bellissima, con il Pornomane che bestemmiava sul router nuovo, e le lucette che non si accendevano come da istruzioni. All’improvviso, come si suol dire dopo una certa, si sono accese, io stavo lavando i piatti e lui ha cominciato a urlare e applaudire. Oh, non ha fatto in tempo a fare il terzo clap che si è spento tutto, e ci è rimasto maaaaaaaaaaaaaaaaale, e con gli occhi così X_X

Non ci siamo, pensavo io poco prima guardando la tv in orario da cena. Perché la tv, sostanzialmente, oramai serve solo quando hai internet rotto. What else?

Non ci siamo cazzo, perché l’unica cosa di accettabile che si era trovata era, uhm, Stanlio e Ollio. Ora, con tutto il bene che posso volere a Cric e Croc (a lot *_*), possibile che il sistema televisivo non riesca a proporre niente di meglio di Cric e Croc, tra le 20 e le 20.30, aka qualcosa che è stato fatto circa 70 anni fa? Eliminiamo i tg, che ho sempre avuto da chiedere, a chi guarda i tg, “ma tu, proprio tu, che cazzo guardi i tg a fare?”. Sono senza senso né utilità, non è informazione, perché necessariamente troppo superficiale, non sono “belli” sotto alcun punto di vista, non sono divertenti, non sono interessanti, e poi danno solo notizie col segno meno, giusto nel caso tu volessi star su di corda. Wtf, da anni lo chiedo a mio padre, “cazzo guardi i tg a fare?”, ma si sfocia nell’irrazionale. E le altre reti non hanno niente, e poi cazzo, io sto cucinando, non è che possa perdere mezz’ora a passarmi tutti i canali per vedere cosa c’è, e con la bella pensata del digitale anche solo a fare zap da un canale all’altro ci metti più tempo di prima. Siamo gli unici che adottiamo nuove tecnologie col risultato di andare indietro anziché avanti? Ma neanche importa, siamo nel secolo non ricordo quale ma minchia sono tantI, troppi! Basta! Non è che possa pensare a tutto io, soprattutto se già sto curando un sugo al pomodoro!

Seriously, ero scandalizzato, dall’aver trovato la tv uguale all’ultima volta che l’avevo accesa in una situazione simile; tipo qualche anno fa. E dopo Blob il vuoto catodico. Era più divertente guardare le lucette del router. Fai conto, persino quando erano spente, era lo stesso più interessante!

Però non ci siamo, i motivi sono troppi e non ho voglia di vivere con l’ansia e non ho voglia di vivere con PIU’ ansia di quella che già da solo sono in grado di generare.

Take it easy. E già che ci sei spegni la tv, il rischio di perdere qualcosa di interessante si assottiglia sempre di più.

Sono in ritardo e lo so, ma non va passato sotto silenzio il (uno dei) video sul matrimonio di Richie Benson; e poi la notizia, riportata un po’ ovunque, del fatto che Google si è inventato l’account da morti. Però con una interessante piega lessicale lo ha chiamato Account inattivo (ho subito attivato l’inattivo, ovviamente. Sono un ottimistone!).

Lessico! Su Rieducational chann… ZAP!

21 grammi

Insomma che l’unica cosa buona alla fine dei conti consiste nel fatto che Charlotte Gainsbourg, con quel suo mascellone assurdo, si becca le corna di uno gnù. Per il resto lo strazio è totale, e forse nemmeno del tutto giustificato. Ci sono diverse storie, e personaggi, a convivere, nel labirinto di una storia la cui linea temporale è stata mandata in frantumi con un martello dalla regia del solito simpatico e gioviale (ma neanche un po’) Inarritu. Ma perché? Boh, non si sa. C’è Benicio del Toro, che fa sempre il figo, e prima era un criminale ma adesso ha visto la luce. Ed è diventato un fondamentalista cristiano del porco papa (bella carriera). Allora, con la sua jeep christ-tamarra, investe tipo due bambine, anzi, un tipo e due bambine, e le ammazza. Wtf? La moglie, e mamma, è Naomi Watts, disperazione e morte, che da via il cuore del marito per un trapianto. A chi? A Sean, che stava per morire. Sean, sta con Charlotte G., che si vuol fare inseminare, tanto lui è già quasi morto. Ma lui non muore, tiè, e col cuore nuovo di pacca si mette a trapanare Naomi, che vuole uccidere Benicio, che se ne è andato triste a lavorare nel deserto perché si sente in colpa, e che picchiò il cane e che al mercato suo padre comprò. Vabbò, la trama è un casino di suo, Inarritu ci aggiunge la deframmentazione temporale e il rimontaggio casuale anzichenò. Come sopra, in entrambi il caso la giustificazione è…? Che la vita è un casino? Che può succedere qualsiasi cosa ma alla fine Sean Penn se le fa tutte perché è fico? Che sei un virtuosista egomaniaco del porco belino (likely)? Soffrono, i personaggi soffrono, uh come sono bravi gli attori a soffrire, questo sì eh, gli spettatori soffrono e devono pure rimettere insieme il puzzle, life sucks e comunque lo avrebbe fatto anche montando la storia in linea retta. Vatti a fare il figo da qualche altra parte va :/

Jane Eyre

Una versione, recente e BBC-osa, di Jane Eyre con un cast della porca paletta, c’è la tipa bistrattatissima di Alice in wonderland che fa Jane, Micheal Tuttediconocheèsdraiabile Fassbender (per gli amici Fassy) a fare Rochester, e l’agente Q (o era qualche altra fucking lettera? Boh) degli ultimi 007 a fare la housekeeper. Inghilterra di quell’epoca là, Jane da piccola vive con una ricca zia, che la schifa e la sputa preferendole il suo figliolo idiota. A tal punto che la rinchiude in un collegio femminile, dove la trattano malissimo, come e più di tutte le altre. Ha una migliore amica, che ovviamente schiatta quasi subito. Serio, l’inizio è peggio di Oliver Twist (oh, io non ce l’ho fatta a finire di leggere Oliver Twist; troppe sfighe), il mondo è cupo e buio e tempestoso, e le vuole male. Anche se qui il tutto è raccontato a flashback intermittente. Esce dal collegio, va a fare la bambinaia nella magione di questo tal Rochester, in c**o al nulla più totale, solo pianura-brughiera-nebbia-pioggia a perdita d’occhio. Conosce il padrone, lui si innamora, ma ha un segreto, la vuole sposare, si scopre il segreto, oh my gosh, lei scappa, la salva un pastore (-.- non quel pastore, asini, pastore nel senso di anglicano, un fockin priest!), che la aiuta, ma già si capisce benissimo che glielo vorrebbe buttare, e infatti poi alla fine le dice “no ma senti non è che te lo posso buttare?”. NO! Porco anglicano, e se ne torna da Rochester, il cui segreto è andato flambé (reminiscenze da Ivanhoe anche), e anche la vista, ma chissenefrega, quanto soffrire per questo stentato lieto fine per sottrazione. Del tipo il super-amore vince ma uff…
Eppure la storia quella è, e la resa è efficace grazie agli ambienti, scuri e opprimenti come le barriere, vittoriane e morali, contro cui coccia lo spirito irsuto, tremebbbbondo e passionale di Jane, oppure aperti e infiniti, come i sentimenti dei due personaggi. La casa riesce molto a ricordare le dimore dei personaggi dei racconti di Poe, e infatti finisce come una casa degli Usher qualsiasi, ma almeno Rochester viene salvato, da e per il suo amore grande e viceversa. Beh insomma, salvato non proprio in forma; ma quasi.

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2 commenti
  1. Peccato,a me 21 grammi piacque,ancora però non l’ho rivisto.
    E comunque dai non tutta la tv fa schifo,ci sono programmi assurdi però ‘guardabili’ tipo quelli di real time,cielo,dmax ecc.

  2. 21 grammi è un bel film, non capisci un cazzo, ecco.

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