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Un tram nel sacchetto

12 febbraio 2009

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Camminavo per la strada vuota notte vento notte vuota. Tanto vento. Guardando in su, guardando in giù, e aspettandomi che da un cornicione cadesse da questo a quel momento la luna tonda tutta, rotolando, o un più classico vaso di gerani, o la mia stessa pattumiera di plastica che dal mio balcone mi sa che ormai sia emigrata altrove. Sacchetti della spesa vuota filavano in questa e quella direzione, a questa e quella altezza. Insomma, un gran traffico a mezz’aria, tanto quanto il deserto al livello grigio dell’asfalto. E questo vento piroettante che non si decideva, destra e sinistra, e diceva “Balliamo?” e insisteva “Allora balliamo?” e io “No, io non ballo, rovescia quel tram se ti va, non mi rompere i coglioni”. Avanzando tra le del vento avances, a poco a poco mi sono dimenticato di insultarlo, e a pensarci bene anche di dove stavo andando; sono salito in groppa ad una rotaia, del tram suddetto, che il quale per la cronaca già fluttuava nel cielo danzando davanti alla tonda tutta luna, sulla rotaia a fischiettare l’Internazionale comunista. Così, tanto per. E mal me ne avrebbe potuto incogliere, datosi che trovavomi giustappunto a passare, ma me ne accorsi 200 metri dopo, davanti alla Federazio ne N azionale A rditi d’Italia (link esplicativo più legenda: i fascisti non sanno fare siti web? Che è questo schifo?). Poteva uscirmi un Ardito da un momento all’altro!

Impazzito roteava il tram sullo sfondo di stelle invisibili per la luce bianca (il che fa comprendere come ancora la luna non fosse rotolata giù; il che con questo vento probabilmente accadrà, ma in seguito), o era forse un remake della scena finale di ET.

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tutti insieme

ET

che guida un tram

davanti alla luna.

Tapparelle ed infissi, una porta di metallo di un’officina rimbombava a ritmo del tram.

D’improvviso, ma neanche tanto, ma forse sì, ma poi magari ero solo distratto io, è terminata l’Internazionale nel juke box della mia testa: meccanicamente ho ruotato di 90° a destra e premuto un campanello a caso, con su scritto Valchiavenna (mah, che nome idiota). Ripetuto all’aria “No, io non ballo”, bofonchiato qualcosa al citofono, hanno aperto e sono salito.

A questo punto quel tram dovrebbe essere dalle parti del Mar Egeo. O almeno lo spero, come minimo.

 

Film di sesso e di blues. Con l’amore da qualche parte in mezzo. Trattasi appunto di abbandonare i due estremi sex&blues (quindi immaginiamoci un linea orizzontale con ad un estremo il sex e all’altro il blues) e di ritrovare l’equilibrio al centro.

(padrona di casa) Speriamo che non si scopi anche il ragazzino!

(e io) Ma sei matta!! Speriamo di sì!

(vinco io, per poco ma se lo scopa)


Quanto è figa e ninfomane (ed è piccolinissima) Christina Ricci e quanto fa ridere spiegare, a gente che non sa nulla, che quella è la stessa attrice che faceva Mercoledì nella Famiglia Addams e la bambina di Casper.

 

Ignoro da quanto le avessi, ma vengo dallo scoprire di avere la scritta BOLIDE sulle mutande

O_o

Non so se esserne soddisfatto o no.

 

Canzone veramente brutta, a scanso di ipocrisie, a metà strada tra la disco e la balera e l’allupato spinto. Come sempre, ci sono tre metà. Che bello.

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3 commenti
  1. laghira permalink

    questo è uno di quei momenti in cui mi chiedo :
    ma perchè tu sei lì ed io son qui?
    che a me camminare per una strada vuota in una notte vuota con te mi piacerebbe assai : )

    e batti 5 fratello!

  2. NataForseIeri permalink

    Cristina Ricci eh?
    Ce l’hai proprio una passione per le piccolissime allora…
    eh eh eh eh!
    Però aveva anche fatto il bellissimo e intelligente “The opposite of sex”, solo che allora era grassottella, ma sempre bravissima…
    :*

  3. LaKris permalink

    non so perché ma leggendo questo tuo scritto mi vien da cantare:
    “vola vola vola vola vola l’ape maia”
    eppure il vento, il sacchetto mi riconducono verso una scena del film American Beauty, in cui il ragazzo riprendeva il volare di un sacchetto di palstica.
    arte allo stato puro.

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